all about grace.

If I could be who you wanted all the time.

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Train de vie

“Dio esiste, Dio non esiste: che importanza ha?
Vi siete mai chiesti se l’uomo esiste?
Dio creò l’uomo a sua immagine…
È bello: Schloime a immagine di Dio.
Ma chi l’ha scritta questa frase nella Torah?
L’uomo. Non Dio, l’uomo.
L’ha scritta senza modestia, paragonandosi a Dio.
Dio forse ha creato l’uomo, ma l’uomo, l’uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare se stesso…
L’uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di Dio…
Noi non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo.
Lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti: cosa ci importa di Dio per come è?
Ci preoccupiamo solo di noi stessi.

Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste, ma se noi esistiamo.”

[Anziano 1: Ci hai capito niente tu?

Anziano 2: Sì tutto. Dio non sa se l’uomo esiste.]

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[A. Lindgren, Vacanze all’isola dei gabbiani]

Se prendessi le ali vermiglie dell’aurora/ Avrei una casa all’estremo confine del mare.

Questo, voleva! Vedere tutte queste cose: il sole che fiammeggiava sulle acque pallide, i bianchi gabbiani, gli scogli grigi e le rimesse per le reti da pesca al di là del fiordo dove si specchiavano così nitidamente. Voleva vedere tutte le cose che amava, e stendere la mano come per accarezzarle. “Penso che starò qui tutta la notte” disse, “fino al sorgere del sole. Per guardare il rosso dell’aurora.” 

523 note

I couldn’t have spoken like this yesterday, because when we’ve been apart, and I’m looking forward to seeing you, every thought is burnt up in a great flame. But then you come; and you’re so much more than I remembered, and what I want of you is so much more than an hour or two every now and then, with wastes of thirsty waiting between, that I can sit perfectly still beside you, like this, with that other vision in my mind, just quietly trusting it to come true.
Edith Wharton, The Age of Innocence (via bookmania)

3 note

[…]

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma che cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Wisława Szymborska, Nulla due volte (via brokenflowers)